FRANCESCO PAOLINI VINCE UN FETTUNTA INCERTO FINO AL TERMINE. CON NESTI E LA CLIO R3 METTE IL SIGILLO SULL’EDIZIONE 40

Secondo posto per i fiorentini Ancillotti-Sanesi sulla 208. I locali Matteuzzi e La Ferla terzi sul podio con la Clio turbo. D’Arcio vola ma si rompe un semiasse e cede il primo posto 

Luciano D’Arcio stava andando dritto alla vittoria della tripletta ma il suo volo si è interrotto a causa della rottura di un semiasse. E dalla bagarre alle sue spalle emerge il grossetano Francesco Paolini, con Marco Nesti alle note, sulla Renault Clio R3 della Smd che arpiona il primo posto assoluto mettendo il sigillo sull’edizione numero 40 del Rally della Fettunta. “E’ la gara più difficile che ho fatto – ha detto il pilota di Montieri con gli occhi lucidi, emozionato mentre si avvia a salire sul palco di arrivo a Barberino Val d’Elsa – Certamente il problema di D’Arcio ci ha agevolato ma è stato complicato tenere testa a tutti gli altri, che hanno dato il massimo su un percorso tecnico reso più insidioso dalla pioggia”. Al secondo posto, a 7’’, si è piazzato l’equipaggio fiorentino formato da Lorenzo Ancillotti e Sandro Sanesi, su Peugeot 208 R2B, che hanno firmato anche uno scratch sull’ultima prova dopo aver esaltato sul viscido le caratteristiche della loro vettura. Terzi i sancascianesi Giacomo Matteuzzi e Alessandro La Ferla, sull’indomita Renault Clio turbo a 8’’3. Matteuzzi ha vinto una prova speciale ma ha commesso un paio di errori senza i quali poteva avere una classifica migliore.

A inizio gara D’Arcio ha fatto il vuoto sulle prime due prove speciali, scavando una notevole distanza dagli inseguitori, e al riordino di Tavarnelle era convinto di firmare la tripletta. Ma poi sulla ps3 Campoli ha rotto un semiasse: anche se ha potuto proseguire ha perso tutto il vantaggio accumulato ed è retrocesso in classifica. Paolini è andato in testa alla classifica e non ha mollato più il primo posto, mentre D’Arcio tentava la rimonta, vincendo il secondo passaggio su Campoli (ps 5). Alla ps finale di Tignano, dietro a Paolini, c’erano tre piloti in quattro decimi di secondo: Matteuzzi,  poi Ancillotti e D’Arcio a pari merito. Il pilota emiliano però è stato tradito dal motore che si è spento mentre sotto Cortine stava affrontando una staccata in sesta marcia ed è uscito di strada, rientrando poi grazie anche a degli spettatori.

Quarto posto per il regolare Fabio Bolognesi su Mitsubishi Lancer Evo IX, nonostante una foratura lenta sulla ps 5, primo di gruppo N,  che chiude la stagione delle vetture N4 nei rallyday per il cambio di regolamenti del 2019. Quinto posto per un’eccellente prestazione del romano Roberto Di Giulio, sulla Clio Rs N3, autore di ottimi tempi. Nel Femminile hanno vinto Luciana Bandini con Rita Ferrari, alla prima volta con una Peugeot 208 R2B. In A7 vittoria di Massimiliano Boldrini su Clio Williams (sesto assoluto) della  Valdelsa Corse. Tra le Super 1600 ha primeggiato il locale Andrea Mazzocchi all’esordio con una Clio S1600. Tra le altre vittorie di classe, nella R1B Matteo Corti ha primeggiato nella sfida tra amici di Tavarnelle con le piccole Suzuki Swift, seguito da Andrea Bossini e Lorenzo Anichini. In N2 dominio e vittoria del fiesolano Alessandro Losi, con Simone Falciani, a cui è andata la targa in memoria di Davide Tulipani. Gli altri vincitori di classe: i fiorentini Santoni-Butelli nella A0 su Fiat Seicento, Pilat-Marcon su Peugeot 205 Rallye della scuderia Prealpi nella A5, i pistoiesi Cassano-Natalini nella N1 su MG Rover. Questi equipaggi hanno preso la testa della loro classe fino dalla prima ps senza cedere mail il comando. Nella classe A6 i veneti Miranda-Doriguzzi Breatta hanno prevalso avendo ragione dell’equipaggio della Valdelsa Corse Fei-Pistolesi che comunque era stato in testa fino a metà gara e non ha mai mollato. (Ufficio stampa).

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