FETTUNTA 2016, IL RACCONTO DELLA GARA NELLE PAROLE DI ALCUNI PROTAGONISTI

FETTUNTA 2016, IL RACCONTO DELLA GARA NELLE PAROLE DI ALCUNI PROTAGONISTI SENTITI AI RIORDINI E ALL’ARRIVO DI TAVARNELLE

ALL’ARRIVO

Luciano D’Arcio, primo al traguardo del 38/Rally della Fettunta con la navigatrice lucchese Elisa Filippini: “Ho capito che potevo vincere subito sulla ps 1 di Sicelle (miglior tempo, ndr), perché li ho preso le misure a Tucci che partiva favorito per la vittoria assoluta e ho realizzato che gli potevo stare davanti”. D’Arcio ha vinto tre prove speciali, tra cui l’ultima di Tignano dove ha regolato Tucci. E’ la prima volta che Luciano D’Arcio vince il Rally della Fettunta: ma nel 1995 lo aveva vinto il fratello, Roberto D’Arcio.

Roberto Tucci, secondo: “Non ho nessun rammarico. Ho dato tutto quello che potevo. Non abbiamo sbagliato (con Giampietro Micalizzi, il suo navigatore, ndr) niente. Ho vinto il campionato toscano ACI Sport della categoria Super 1600 che era il mio obiettivo principale ed è per questo che sono venuto a correre al Fettunta. Certo, poteva essere la mia prima vittoria assoluta in un rally ma con questo fondo la macchina non scaricava tutti i cavalli a terra, non è stato semplice pilotarla”. Tucci ha vinto due prove speciali.

Fabio Bolognesi, terzo: “E’ un po’ di tempo che non correvo sull’asfalto, di recente ho fatto soprattutto gare su sterrato. Dovevo riprendere il feeling con questo fondo e mi sembra che a 56 anni, quelli che ho, sia andata più che bene con questo podio. Ci siamo divertiti”. Bolognesi nel 2017 raggiunge il traguardo di 35 anni di corse. Una prova speciale vinta in questo rally.

Matteo Corti, quarto:  “Non mi aspettavo questo risultato, ho guidato con attenzione senza osare oltre il dovuto. Le prove sono belle e insidiose, nella migliore tradizione del Fettunta che viene ribadita anche con questo tracciato con due nuove prove speciali. La macchina è andata benissimo e sono contento di averla interpretata al meglio“.

Giacomo Matteuzzi, quinto alla fine, che ha tentato la rimonta dopo lo svarione sulla ps2 (testacoda e uscita di strada con la Clio R3T della Gima) : “Se non sbaglio lì, io vinco il rally. Lo dicono i tempi, poi sull’ultimo giro non ho azzardato. Va bene comunque, anche perchè non ho fatto danni alla macchina nell’uscita nel bosco e ringrazio il pubblico che mi ha rimesso in strada facendomi ripartire“. Nella improvvisata ‘compagnia della spinta’ si segnala anche uno dei main sponsor del rally, Marco Bartalesi, titolare della Bartalesi Motori, che nella concitazione del momento ha riportato vistosi graffi al volto a causa della vegetazione.

Lorenzo Ancillotti, con l’Opel Adam vincitore della classe R2B e del Trofeo R2 Cup del Fettunta: “Nel finale siamo scivolati di alcune posizioni nell’assoluta, eppure sono andato forte. Il fatto è che gli altri hanno forzato molto nell’ultimo giro. Ma torno a Firenze comunque soddisfatto”.

Giuseppe Ciuffi, ‘vecchia gloria’ del Fettunta che ha vinto tre volte negli anni ’80: “E’ venuta fuori una bella gara, tutto ottimo, sono contento, il percorso mi era piaciuto e lo confermo anche ora che ci sono passato in corsa. E poi a 63 anni mi sembra che si possa essere parecchio contenti di rientrare nei primi dieci dell’assoluta e tenere dietro macchine più performanti e giovani emergenti”.

Federico Gasperetti, undicesimo con la piccola e terribile Twingo R1 evoluta a 128 cavalli (da 103 che erano nella versione base) in gara test per il trofeo 2017 di Renault Italia: “I riscontri sono tutti positivi, come dimostrano anche i tempi fatti segnare nelle singole prove, anche dentro i primi 10 dell’assoluta cioè sopra le nostre aspettative. Il motore non ha dato problemi e lo sviluppo è stato fruttuoso. Nei tratti scivolosi l’erogazione di coppia è stata molto positiva. Ma anche l’assetto e i freni hanno dato un ottimo risultato. Inoltre si conferma la guidabilità della macchina che, ricordo, è a trazione posteriore e qui correvamo sul viscido e sul bagnato”.

Alberto Salvini, primo nel 14/o Rally Storico della Fettunta: “Ho vinto bene una gara difficilissima, la Porsche si è dimostrata macchina squisita, meravigliosa, con una valida ‘messa in terra’ della potenza. Io poi ci ho messo anche del mio per vincere, ovviamente”. Sulla gara: “Organizzazione al top e grande sicurezza, credo una delle edizioni del Fettunta da ricordare”. Il co-pilota Davide Tagliaferri, di Barberino val d’Elsa: “Sono profeta in patria, si può dire. Credo di aver vinto uno dei più bei Fettunta che abbia mai disputato. E’ andato tutto bene e ci siamo divertiti”.

AL RIORDINO DI TAVARNELLE QUANDO MANCANO LE ULTIME DUE PROVE SPECIALI

Salvini (Porsche), primo, a due terzi di rally disputato, tra le storiche : “Se corressimo tra le moderne saremmo terzi assoluti, non male per una trazione posteriore su questo terreno”.

Roberto Tucci (Clio S1600) all’inseguimento di D’Arcio: “Non mi dò per vinto, andiamo a fare l’ultimo giro e ce la metto tutta. Il problema è che perdiamo motricità, proverò ad ammorbidire ancora l’assetto della macchina all’assistenza, ma non si sta in strada”.

Giacomo Matteuzzi racconta il fuori programma su Tignano: “Ho giocato un jolly da urlo ed è andata bene. Alla macchina neanche un graffio anche se siamo andati a finire in mezzo agli alberi”.

Stefano Ciresola, titolare della Top Rally, in gara su una delle sue Clio: “Bel rally, bisogna conoscere bene il percorso, è pieno di insidie, in dei tratti diventa difficile gestire la macchina se non si sanno bene le caratteristiche della strada. C’è sporco e viscido ed è facile prendere rischi. Bisognerebbe fare un altro giro ancora e allora, con alcuni riferimenti in più, procederemmo con un passo diverso”.

A FINE PS 2 E AL PRIMO RIORDINO PRESSO BACCI TRASMISSIONI

Roberto Tucci: “Sulla ps 1 ho peccato un po’ ma non ci aiuta il fondo umido. Nel veloce la macchina va bene ma nel misto e nello stretto non riesco a tenerla come vorrei. Ora proviamo a fare qualcosa sull’assetto. Non ho provato la macchina prima della gara e ora ci vuole un po’ a capirla”.

Luciano D’Arcio: “Prime due prove molto positive,  molto bene. Siamo a giocarci la vittoria, andiamo avanti e vediamo. La macchina tende a partire sul posteriore col viscido e nello sconnesso, nel sottobosco tra le piante, non è facile…”.

Matteo Corti: “Bisogna andare avanti con tatto, nel sottobosco la vettura scivola tanto, ci vuole molta abilità nella gestione del mezzo”.

Paolo Lenci al rientro dopo due anni: “Le strade sono molto scivolose, vorrei fare meglio, vediamo. Devo riprendere confidenza con questi terreni”.

Daniele Campanaro: “Il fondo non mi aiuta a conoscere la macchina (una Clio R3C, ndr), è difficile. Devo proseguire guardando al risultato ma anche senza prendere rischi”. 

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